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Blocco tir, la protesta dilaga: la situazione
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Blocco tir, proteste e scaffali vuoti. I sindaci: “Il governo ci convochi”

camion , tir

Continuano le proteste dei tir con i blocchi che stanno creando diversi disagi a tutto il Paese, specie al Sud. La situazione.

La protesta degli autotrasportatori continua a mettere in difficoltà il Mezzogiorno, con ripercussioni sugli approvvigionamenti alimentari e sulle attività produttive. In diverse aree, la circolazione delle merci resta ostacolata e gli scaffali dei supermercati si svuotano, soprattutto per quanto riguarda frutta e verdura. Una situazione che preoccupa amministratori locali e rappresentanti del mondo industriale, mentre il Governo cerca una soluzione alla vertenza.

Camion Container

Proteste tir: Urso alla Camera

Sulla possibilità di intervenire contro i blocchi stradali è intervenuto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il question time alla Camera. Il titolare del dicastero ha riferito che il Viminale sta procedendo all’identificazione dei manifestanti, anche in vista della rimozione dei presidi. Urso ha inoltre ricordato che impedire il transito ai soli camion, consentendo invece il passaggio delle automobili, costituisce comunque un blocco stradale, con possibili conseguenze penali, comprese pene detentive. Il ministro ha sottolineato anche un elemento della vicenda: le stesse associazioni dei trasportatori avrebbero chiesto al Ministero dell’Interno di intervenire per rimuovere i blocchi.

La richiesta di un confronto

Nel frattempo, i sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi, hanno lanciato un nuovo appello al Governo, chiedendo di anticipare il confronto con le associazioni dell’autotrasporto, previsto per il 27. In una nota congiunta, i due amministratori hanno definito estremamente critica la situazione nelle città del Mezzogiorno, avvertendo del rischio di un ulteriore peggioramento nelle prossime ore.

Leccese e Manfredi hanno preso atto degli impegni economici annunciati dall’esecutivo, ma hanno chiesto che si arrivi rapidamente a una soluzione concreta. Il timore è che le città possano rimanere paralizzate e accumulare rifiuti, mentre il blocco delle merci compromette i rifornimenti e lascia sempre meno prodotti disponibili nei punti vendita.

A sollecitare la fine della protesta sono anche l’Unione industriali di Napoli e delle altre quattro province campane, insieme a Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani. Le associazioni hanno avvertito che l’attività produttiva rischia la paralisi per la mancanza di approvvigionamenti e che i danni per imprese e consumatori potrebbero diventare insostenibili.

Nonostante lo sblocco di 480 milioni di euro per l’autotrasporto e l’annuncio di oltre 150 milioni di nuove risorse, la mobilitazione non si arresta. Restano vuoti diversi scaffali, soprattutto nelle province di Caserta e Napoli, ma anche in Molise e nel Lazio.

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ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2026 17:49

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